“Flame” nelle comunità virtuali è una fiammata che investe la blogosfera, il Web. Da Wikipedia leggiamo:
Nel gergo delle comunità virtuali di Internet come newsgroup, forum, blog, chat o mailing list, un flame (dall’inglese per “fiamma”) è un messaggio deliberatamente ostile e provocatorio inviato da un utente alla comunità o a un altro individuo specifico; flaming è l’atto di inviare tali messaggi, flamer chi li invia, e flame war (”guerra di fiamme”) è lo scambio di insulti che spesso ne consegue, paragonabile a una “rissa virtuale”.
Ci sono varie forme di flame: da quello spontaneo fino ad arrivare agli strumenti automatici, chiamati troll, nati per generare discussioni nei social network.
Da strumento di hacking si è trasformato nel tempo in strumento di marketing, in ogni sua forma.
Flame: Ricette 2.0
Una degli esempi che maggiormente mi hanno coinvolto è legato al successo di Ricette 2.0.
In quel caso il flame è stato assolutamente spontaneo e fuori controllo: un gruppo di food blogger sono insorti contro il nuovo sito, accusandoci di rubare i loro contenuti. In questo caso, stranamente, ho avuto autocontrollo e ho cercato di gestire la problematica al meglio. Quali i punti su cui mi sono appoggiato:
- non dare torto all’accusatore
- non farlo passare per stupido, perchè non aveva capito il tecnicismo
- ammettere la colpa, o parte di essa, spingendo sull’accreditamento della forza del nuovo progetto
- cambiamenti al progetto a favore di chi ha sollevato il problema
- condivisione dell’intero problema
- creazione della “famiglia”
- spiegazione degli aggregatori
Tutto lo trovate spiegato a puntino in Ricette 2.0 e aggregatori, ma devo dire che Ricette 2.0 non avrebbe mai avuto tale successo se non fosse accaduto quel piccolo incidente. Un po’ come la Mercedes Classe A, insomma.
Quel giorno è stato un caso unico, imprevedibile e (penso) ben gestito. Ma se qualcuno fosse in grado di moderare tutto questo dall’esterno, creando appositamente errori e rumori? Se nella vita reale un costruttore edilizio mettesse casualmente piccoli difetti, per poi dimostrare la sua disponibilità nell’accorrere a sostituire gratuitamente il tutto, penso che per i più farebbe una figura migliore che se avesse messo subito il pezzo buono.
Flame: Oknotizie
Tutt’altro tipo di flame quello nei confronti di Oknotizie, documentato nell’articolo “Oknotizie addio“. Lì c’è stata una vera e propria invettiva contro un social bookmark che non approvavo: né dal punto di vista della gestione, né da quello dell’utenza e del modo in cui veniva utilizzato.
Un’invettiva che ha distinto i seguenti comportamenti:
- chi mi ha seguito nella rottura o già l’aveva fatto
- chi mi ha dato pienamente ragione, ma non aveva il coraggio di rinunciare alle centinaia di pagine viste (non lette) che Oknotizie assicurava
- chi, invece, ha continuato a darmi dell’idealista
Oggi, a parecchi mesi di distanza, sono ancora fiero di tale scelta.
Ma cosa succede se il flame avviene in una comunità? In una delle moderne tribù 2.0?
Flame: FriendFeed
Temo che da oggi in molti mi odieranno. Spero di non aver perso la stima di alcuni, guadagnata in anni di duro lavoro online. Però era tanto tempo che volevo sperimentare. Vittima del flame tribale è uno dei più illustri social network d’Italia, soprattutto per le persone che lo compongono: FriendFeed!
Il lancio della provocazione è avvenuto addirittura esternamente via Twitter, con una semplice frase di 76 caratteri (il tweet accusato):
Gli utenti italiani di #friendfeed sono un branco di falliti! Che tristezza.
Ragazzi è nato il putiferio nel giro di pochi minuti. Su Twitter qualche messaggio tra l’attento e l’educato. Il diplomatico @fabiolalli spara:
Mi sembra un affermazione forte. Come mai? Come sei arrivato a questa considerazione?
Mentre @mespino che mi segue sempre rischia di fare saltare tutto:
fai prove di #Flame ?
Ma ancora il buon @linux29, quasi imbarazzato dal mio strano comportamento, cerca di trovare una risposta:
oddio perchè dici questo
E ancora @magino85 cerca una giustificazione ironica, @killeader annusa il flame ma non è convinto, @fabiolalli inizia a darsi delle risposte e @enzosant ormai è convinto ed esce con:
oddio…torto torto non c’ha eh
Ma la cosa topica è leggere su FriendFeed la reazione dei più: escono i patrioti della tribù e nasce il casino.
Qualcuno intravede un flame, ma non è ancora certo. Qualcuno intuisce la provocazione, ma ancora non è convinto se sia vera o falsa. Qualcuno invece, cordialmente, cerca di “calmarmi” chiedendomi educatamente spiegazioni: sembra quasi di essere nella vita reale, quando qualcuno si inca**a e il buono arriva a placare gli animi.
E ancora la richiesta di spiegazioni, i minuti scorrono e iniziano i contrattacchi – anche se devo dire tutti assolutamente educati, nonostante abbia cercato anche qualche leva personale. Manca ancora qualche nome big negli interventi, ma per mancanza di tempo o per esperienza non si sono gettati nella folla.
Conclusioni
Ringrazio tutti per questo esperimento e chiedo umilmente scusa, sperando non mi serbiate rancore. Insomma chi l’ha detto che gli scherzi si fanno solo il primo di aprile?
Sinceramente non so se dire che mi sono divertito o meno in questo: non sono così sadico. E’ bello, però, vedere come la folla si muove, si appoggia alle leve emozionali della vita reale.
Sono certo che molti di quelli intervenuti fisicamente non si conoscono. Come ho avuto un gran piacere nel vedere gente che conosco solo a 140 caratteri alla volta come si è affiancata a me nel cercare di farmi ragionare.
Alla faccia di quelli che dicono che il Web è una dimensione diversa: secondo me non è mai assomigliato alla vita reale come in questi mesi!
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