Pane e Web

12 ottobre 2009
Autore: koalasereno

Si suol dire che il primo amore, così come il primo bacio, non si scorda mai. Per me con il Web fu amore a prima vista.

Era l’estate del 1993. A quei tempi vivevo a Firenze e stavo preparando la mia tesi sulle reti neurali e il riconoscimento dei caratteri e dividevo il mio tempo tra Serena e Giotto, la Unix Workstation del Laboratorio Elaborazione Immagini della Facoltà di Ingegneria che usavo per allevare e addestrare le mie reti a riconoscere i kanji ed il katakana…

Sono sempre stato un eclettico. Stavo per laurearmi in ingegneria elettronica, ma nel frattempo, in quella torrida estate fiorentina del 1992, passavo del tempo con Akiko – la ragazza dell’autunno – a imparare i primi rudimenti del giapponese per prepararmi al mio futuro stage in Giappone; e io per darle soddisfazione avevo inserito nella mia tesi il riconoscimento dell’alfabeto sillabico per stranieri – il katakana – con cui riempivo di segni sinistri e vagamente geometrici pacchi di fogli bianchi sparsi per la mia camera.

A Firenze il caldo aveva trasformato il laboratorio in una sorta di forno, per cui si stava in maglietta e calzoni, per cui durante il giorno tenevamo le finestre aperte: finestre da cui si potevano ammirare la cupola del Brunelleschi e il campanile di Giotto.
Un giorno Franco, il mio amico e relatore, mi disse: ” Guarda qui, Leo, questo si chiama Mosaic, è un programma che permette di navigare nel World Wide Web” – il Web a quei tempi era selvaggio come il Far West, frequentato da pionieri, visionari, o semplicemente studiosi, studenti e sfaccendati (oggi si direbbe fannulloni) – “Questi sono i link, si può creare una propria pagina Web, anche la nostra Università ha creato un proprio dominio, sto creando la pagina del Dipartimento del Laboratorio”.

Franco era un bravissimo ingegnere, un ottimo programmatore e un grande esempio da seguire. Mi fece vedere la sua personal page. Aveva copiato un’immagine di Topolino e di Diabolik, i link a centri di Ricerca e ad altre Università. C’era anche la foto della sua fidanzata e dei suoi amici. Io ne rimasi affascinato e rapito. E nelle notti d’estate, mentre Giotto macinava Kanji e Kana e io passavo le mie serate a disegnare strani segni, scrissi la mia prima email a Serena da quel laboratorio. E scrissi il mio primo file HTML.

Da quel tempo sono veramente cambiate molte cose. Io sono poi andato in Giappone, ho imparato a riconoscere l’hiragana e non perdermi nella metropolitana di Tokyo e a districarmi con il Web nipponico; il Web poi dal 1998 è diventato il fulcro del mio lavoro e della mia passione.

Sono così passato apparentemente indenne attraverso gli annui ruggenti della new economy, senza diventare ricco, ma nemmeno povero. Ho conosciuto gente in gamba – sì perché io credo che in Rete la percentuale di persone in gamba sia superiore a quella che ci capita di incontrare in un centro commerciale o in una pizzeria all’aperto – e ho scoperto l’altruismo e il concetto di dare prima di ricevere. Ho avuto la fortuna di vivere a Milano.

Alcuni anni fa il Web mi ha dato un motivo e la spinta per scrivere un libro e – cosa più importante – mi ha permesso di disegnare la mia vita e il mio mondo come più mi piaceva.

Devo molto al Web, alla Rete, per le persone che mi ha fatto conoscere e gli amici che mi ha fatto reincontrare, per i pensieri che mi ha permesso di condividere, per le emozioni che mi fatto vivere. Ecco perché ora sto scrivendo in questo Blog e mi piace raccontarvi queste cose…

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2 Commenti a “Pane e Web”

  1. [...] e Web s’intitola il primo dei post che ho scritto per SuperflashBlog, il concorso promosso da Banca Intesa e supportato da Liquida  di cui vi ho parlato qualche post [...]

  2. zimmaro scrive:

    non ho bisogno dellla rete per conoscere

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