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	<title>SuperFlashBlog &#187; Risultati della ricerca  &#187;  merlinox</title>
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	<description>Il blog di SuperFlash</description>
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		<title>Web e parole chiave</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 09:52:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>merlinox</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scrivere per il web]]></category>
		<category><![CDATA[adwords]]></category>
		<category><![CDATA[copy writing]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[keywords]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[Scrivere un bel post per il Web oggi non è più solo un lavoro di creatività.
E’ pressoché necessario avere le capacità di scrivere in un italiano corretto e che piaccia a Google.
Questo significa &#8220;scrivere per il Web&#8221;. Evitare ripetizioni forzate e allo steso tempo riuscire a coniugare la densità di presenza delle parole chiave con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivere un bel post per il Web oggi non è più solo un lavoro di creatività.</p>
<p>E’ pressoché necessario avere le <strong>capacità di scrivere in un italiano corretto e che piaccia a Google</strong>.<br />
Questo significa &#8220;scrivere per il Web&#8221;. Evitare ripetizioni forzate e allo steso tempo riuscire a coniugare la densità di presenza delle parole chiave con la leggibilità dei testi.</p>
<p>Interessanti spunti per come scrivere per il Web potete trovarli in questi siti:</p>
<p>- <a href="http://www.mestierediscrivere.com/testi/web.htm" target="_blank">Mestiere di scrivere</a><br />
- <a href="http://www.usabile.it/032000.htm" target="_blank">Usabile<br />
</a>- <a href="http://webdesign.html.it/guide/lezione/1559/scrivere-per-il-web/" target="_blank">Html.it<br />
</a>- <a href="http://www.ottimizzare.com/siti_web/webwriting/" target="_blank">Ottimizzare</a></p>
<p><span> </span>Per quanto riguarda, invece, le parole chiave fondamentalmente &#8211; come <a href="http://altroseo.com/2009/09/seo-come-ottimizzare-singoli-post-per-i-motori-di-ricerca.html" target="_blank">Altro seo</a> &#8211; insegna, gli strumenti a nostra disposizione sono un paio, dal momento che ormai Google ha raggiunto un livello di popolarità tale da essere considerato <em>de facto</em> monopolista. Sono i seguenti: <strong>Google Keywords Tool External, Google Insight e Google Trends</strong>.</p>
<p>Vediamo insieme come affrontare una scelta &#8220;veloce&#8221; di parole chiave usando i due gioielli di Google.<br />
Non considerate queste poche istruzioni una <em>Bibbia</em> sul come scrivere SEO per il Web: è solo un punto di partenza. A monte, per avere un lavoro SEO/Writing professionale, ci sono più complessi studi su obiettivi, target e programmazione delle parole chiave stesse e della campagna di Internet marketing. Ne volete sapere di più? Rompete le scatole al buon Sbrana, via <a href="http://www.sbrana.com/" target="_blank">Web</a> o <a href="http://twitter.com/alessiosbrana" target="_blank">Twitter</a> <img src="http://blog.merlinox.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif" alt=":)" /></p>
<h3>Come usare Google Keywords e Trends</h3>
<p>Supponiamo di voler scrivere un post sul tema &#8220;Polesine&#8221;. <strong>Raccogliamo le idee sul tipo di articolo che vogliamo fare.</strong> Ad esempio decidiamo che l’articolo deve parlare delle usanze culinare polesane: i piatti tipici, i gusti e profumi, le modalità di cucinare e le <a href="http://bit.ly/ricette-polesane" target="_blank">ricette tipiche polesane</a>.</p>
<p>Apriamo <a href="https://adwords.google.com/select/KeywordToolExternal" target="_blank">Google Keywords Tool External</a> e iniziamo ad<strong> inserire nel box tutte le parole (frasi) chiave che ci vengono in mente </strong>per l’argomento, una per riga. Io ho inserito, senza pensarci troppo:</p>
<blockquote><p>polesine, ricette polesane, cucina polesana, fiume po, rovigo, cultura polesana, alimentazione in polesine, delta del po</p></blockquote>
<p>Le parole le ho convertite da una per riga, in separate con la virgola con il mio <a href="http://www.merlinox.com/MrX/key-converter.html" target="_blank">Keywords List Converter</a>.</p>
<p>Ora si passa alla fase di <strong>selezione delle parole chiave</strong>.<br />
Le proposte di ordinamento che da GKTE sono: per CPC (costo per click), per Concorrenze, per volume di ricerca mensile (luglio), per volume di ricerca globale. Ci sono anche altre colonne disponibili, per ora vediamo queste.</p>
<p>Se il mio sito è ben visitato e indicizzato, magari potrei puntare a scrivere un articolo cercando di ottimizzare il guadagno. Ordiniamo quindi le parole chiave proposte per CPC decrescente e <strong>selezioniamo le parole chiave più attinenti, con il maggior potenziale economico e magari la minor concorrenza</strong>. Io ho scelto:</p>
<blockquote><p>fiume po, rovigo, delta del po, adige rovigo, cucina polesana</p></blockquote>
<p>A questo punto verifichiamo con <a href="http://www.google.com/trends?q=fiume+po,+rovigo,+delta+del+po,+adige+rovigo,+cucina+polesana&amp;ctab=0&amp;geo=all&amp;date=all&amp;sort=1" target="_blank">Google Trends</a> (solo fino a cinque parole insieme) o <a href="http://www.google.com/insights/search/#q=alberghi%20rovigo%2C%20fiume%20po%2C%20rovigo%2C%20delta%20del%20po%2C%20adige%20rovigo%2C%20cucina%20polesana&amp;cmpt=q" target="_blank">Google Insight</a> i <strong>riscontri delle parole chiave con le ricerche dei navigatori</strong>.<br />
Inseriamo le parole separate da virgola nel box di inserimento, selezioniamo quindi la regione di nostro interesse <em>(target)</em> e il periodo di analisi.</p>
<p>Scopriamo quindi che le parole sulle quali è consigliato spingere sono, nell’ordine:</p>
<blockquote><p>rovigo, fiume po, delta del po, cucina polesana</p></blockquote>
<p>Non ci resta che scrivere l’articolo, cercando di <strong>ottimizzare la densità delle parole chiave</strong>. Ricordatevi, però, di non condizionare la leggibilità e la qualità dell’articolo per le parole chiave!</p>
<h3>Densità keyword</h3>
<p>Terminato l’articolo possiamo <strong>testare la densità delle parole chiave</strong> usando alcuni strumenti che sono disponibili gratuitamente online. Quasi tutti quelli che potete trovare cercando nei motori analizzano delle URL. Mentre <a href="http://tagcrowd.com/" target="_blank">tagcrowd</a> permette di incollarvi direttamente il testo.<br />
Permette, inoltre, di settare la lingua per il testo d’analizzare ed alcune opzioni per filtri e modalità di visualizzazione dei risultati.</p>
<p>In ogni caso ricordatevi che altre utili indicazioni le trovate su Blogger Italiani 2.0: <a href="http://www.bloggeritaliani.it/mrx/bi/index.cfm?cx=004839070071172393981%3Ag9n8hmub4ai&amp;cof=FORID%3A11&amp;sa=Cerca?from=Mozilla-search&amp;q=densit%E0+keyword#1335" target="_blank">densità keyword</a>!</p>
<p>Non dimenticatevi, poi, di effettuare una verifica, sempre con Google Keywords Tool, direttamente della vostra pagina online.<br />
O magari fatela con qualche altro Density Tool online.</p>
<h3>Conclusione</h3>
<p>Conclusione? No… non ne ho più voglia! Anzi fatemela voi nei commenti, per cortesia. <strong>L’unica cosa che posso dirvi è che non c’è una regola nella scrittura. Priorità massima deve essere data a qualità dei contenuti e qualità dell’esposizione</strong>.<br />
Il resto è tutta roba in più.</p>
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		<title>Flame e dintorni</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 09:40:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>merlinox</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social network]]></category>
		<category><![CDATA[flame]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[social web]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Flame&#8221; nelle comunità virtuali è una fiammata che investe la blogosfera, il Web. Da Wikipedia leggiamo:
Nel gergo delle comunità virtuali di Internet come newsgroup, forum, blog, chat o mailing list, un flame (dall’inglese per &#8220;fiamma&#8221;) è un messaggio deliberatamente ostile e provocatorio inviato da un utente alla comunità o a un altro individuo specifico; flaming [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Flame&#8221; nelle comunità virtuali è <strong>una fiammata che investe la blogosfera, il Web</strong>. Da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Flame">Wikipedia</a> leggiamo:</p>
<blockquote><p><em>Nel gergo delle comunità virtuali di Internet come newsgroup, forum, blog, chat o mailing list, un flame (dall’inglese per &#8220;fiamma&#8221;) è un messaggio deliberatamente ostile e provocatorio inviato da un utente alla comunità o a un altro individuo specifico; flaming è l’atto di inviare tali messaggi, flamer chi li invia, e flame war (&#8221;guerra di fiamme&#8221;) è lo scambio di insulti che spesso ne consegue, paragonabile a una &#8220;rissa virtuale&#8221;.</em></p></blockquote>
<p>Ci sono varie forme di flame: <strong>da quello spontaneo fino ad arrivare agli strumenti automatici</strong>, chiamati troll, nati per generare discussioni nei social network.</p>
<p>Da strumento di <em>hacking </em><strong>si è trasformato nel tempo in strumento di marketing</strong>, in ogni sua forma.</p>
<h3>Flame: Ricette 2.0</h3>
<p>Una degli esempi che maggiormente mi hanno coinvolto è legato al successo di <a href="http://www.ricette20.it/" target="_blank">Ricette 2.0</a>.</p>
<p>In quel caso <strong>il flame è stato assolutamente spontaneo e fuori controllo</strong>: un gruppo di <em>food blogger</em> sono insorti contro il nuovo sito, accusandoci di rubare i loro contenuti. In questo caso, stranamente, ho avuto autocontrollo e ho cercato di gestire la problematica al meglio. Quali i punti su cui mi sono appoggiato:</p>
<p>- non dare torto all’accusatore<br />
- non farlo passare per stupido, perchè non aveva capito il tecnicismo<br />
- ammettere la colpa, o parte di essa, spingendo sull’accreditamento della forza del nuovo progetto<br />
- cambiamenti al progetto a favore di chi ha sollevato il problema<br />
- condivisione dell’intero problema<br />
- creazione della &#8220;famiglia&#8221;<br />
- spiegazione degli aggregatori</p>
<p>Tutto lo trovate spiegato a puntino in <a href="http://blog.merlinox.com/ricette-20-aggregatori/" target="_blank">Ricette 2.0 e aggregatori</a>, ma devo dire che Ricette 2.0 non avrebbe mai avuto tale successo se non fosse accaduto quel piccolo incidente. Un po’ come la Mercedes Classe A, insomma.</p>
<p>Quel giorno è stato un caso unico, imprevedibile e <em>(penso)</em> ben gestito. <strong>Ma se qualcuno fosse in grado di moderare tutto questo dall’esterno</strong>, creando appositamente errori e rumori? Se nella vita reale un costruttore edilizio mettesse casualmente piccoli difetti, per poi dimostrare la sua disponibilità nell’accorrere a sostituire gratuitamente il tutto, penso che per i più farebbe una figura migliore che se avesse messo subito il pezzo buono.<strong><br />
</strong></p>
<h3>Flame: Oknotizie</h3>
<p>Tutt’altro tipo di flame quello nei confronti di Oknotizie, documentato nell’articolo &#8220;<a href="http://blog.merlinox.com/oknotizie-addio/" target="_blank">Oknotizie addio</a>&#8220;. Lì c&#8217;è stata una vera e propria invettiva contro un social bookmark che non approvavo: né dal punto di vista della gestione, né da quello dell’utenza e del modo in cui veniva utilizzato.</p>
<p>Un&#8217;invettiva che ha distinto i seguenti comportamenti:</p>
<p>- chi mi ha seguito nella rottura o già l’aveva fatto<br />
- chi mi ha dato pienamente ragione, ma non aveva il coraggio di rinunciare alle centinaia di pagine viste <em>(non lette)</em> che Oknotizie assicurava<br />
- chi, invece, ha continuato a darmi dell’idealista</p>
<p>Oggi, a parecchi mesi di distanza, sono ancora fiero di tale scelta.</p>
<p><strong>Ma cosa succede se il flame avviene in una comunità? </strong>In una delle moderne tribù 2.0?</p>
<h3>Flame: FriendFeed</h3>
<p>Temo che da oggi in molti mi odieranno. Spero di non aver perso la stima di alcuni, guadagnata in anni di duro lavoro online. Però era tanto tempo che volevo sperimentare. Vittima del flame tribale è uno dei più illustri social network d’Italia, soprattutto per le persone che lo compongono: FriendFeed!</p>
<p>Il lancio della provocazione è avvenuto addirittura esternamente via Twitter, con una semplice frase di 76 caratteri (<a href="http://twitter.com/merlinox/statuses/3883325053" target="_blank">il tweet accusato</a>):</p>
<blockquote><p>Gli utenti italiani di #friendfeed sono un branco di falliti! Che tristezza.</p></blockquote>
<p>Ragazzi è nato il putiferio nel giro di pochi minuti. Su Twitter qualche messaggio tra l’attento e l’educato.  Il diplomatico <a rel="nofollow" href="http://twitter.com/fabiolalli/status/3883390514" target="_blank">@fabiolalli</a> spara:</p>
<blockquote><p>Mi sembra un affermazione forte. Come mai? Come sei arrivato a questa considerazione?</p></blockquote>
<p>Mentre <a rel="nofollow" href="http://twitter.com/mespino/status/3883384558" target="_blank">@mespino</a> che mi segue sempre rischia di fare saltare tutto:</p>
<blockquote><p>fai prove di #Flame ? <img src="http://blog.merlinox.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif" alt=":-)" /></p></blockquote>
<p>Ma ancora il buon <a rel="nofollow" href="http://twitter.com/linux29/status/3883338597" target="_blank">@linux29</a>, quasi imbarazzato dal mio strano comportamento, cerca di trovare una risposta:</p>
<blockquote><p><img src="http://blog.merlinox.com/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif" alt=":(" /> oddio perchè dici questo <img src="http://blog.merlinox.com/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif" alt=":(" /></p></blockquote>
<p>E ancora <a rel="nofollow" href="http://twitter.com/magino85/status/3883536570" target="_blank">@magino85</a> cerca una giustificazione ironica, <a rel="nofollow" href="http://twitter.com/killeader/status/3883554510" target="_blank">@killeader</a> annusa il flame ma non è convinto, <a rel="nofollow" href="http://twitter.com/killeader/status/3883554510" target="_blank">@fabiolalli</a> inizia a darsi delle risposte e <a rel="nofollow" href="http://twitter.com/enzosant/status/3883560398" target="_blank">@enzosant</a> ormai è convinto ed esce con:</p>
<blockquote><p>oddio…torto torto non c’ha eh</p></blockquote>
<p>Ma la cosa topica è leggere su <a href="http://friendfeed.com/merlinox/24c6dfff/gli-utenti-italiani-di-friendfeed-sono-un" target="_blank">FriendFeed</a> la reazione dei più: escono i patrioti della tribù e nasce il casino.</p>
<p>Qualcuno <strong>intravede un flame</strong>, ma non è ancora certo. Qualcuno<strong> intuisce la provocazione</strong>, ma ancora non è convinto se sia vera o falsa. Qualcuno invece, cordialmente, cerca di &#8220;calmarmi&#8221; chiedendomi educatamente spiegazioni: sembra quasi di essere nella vita reale, quando qualcuno si inca**a e il buono arriva a <strong>placare gli animi</strong>.</p>
<p>E ancora la richiesta di spiegazioni, i minuti scorrono e iniziano i contrattacchi &#8211; anche se devo dire tutti assolutamente educati, nonostante abbia cercato anche qualche leva personale. Manca ancora qualche nome <strong>big</strong> negli interventi, ma per mancanza di tempo o per esperienza non si sono gettati nella folla.</p>
<h3>Conclusioni</h3>
<p>Ringrazio tutti per questo esperimento e chiedo umilmente scusa, sperando non mi serbiate rancore. Insomma chi l’ha detto che gli scherzi si fanno solo il primo di aprile?</p>
<p>Sinceramente non so se dire che mi sono divertito o meno in questo: non sono così sadico. E’ bello, però, vedere <strong>come la folla si muove, si appoggia alle leve emozionali della vita reale</strong>.<br />
Sono certo che molti di quelli intervenuti fisicamente non si conoscono. Come ho avuto un gran piacere nel vedere gente che conosco solo a 140 caratteri alla volta come si è affiancata a me nel cercare di farmi ragionare.</p>
<p>Alla faccia di quelli che dicono che il Web è una dimensione diversa: secondo me non è mai assomigliato alla vita reale come in questi mesi!</p>
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		<title>Facebook: moda, marketing o necessità?</title>
		<link>http://www.superflashblog.it/?p=1393</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 09:24:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>merlinox</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social network]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[social web]]></category>
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		<description><![CDATA[Facebook è la vera rivoluzione Web a cavallo tra 2008 e  2009. Uno scoppio furibondo di accessi. Un successo imprevisto da molti, ma  assolutamente calcolato dai diretti interessati.
Un mostro basato sull’amicizia (con la A minuscola!!!), che in pochi mesi ha fagocitato i navigatori Internet di decine di altri social network, che oggi ne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Facebook è la vera rivoluzione Web a cavallo tra 2008 e  2009. Uno scoppio furibondo di accessi. Un successo imprevisto da molti, ma  assolutamente calcolato dai diretti interessati.</p>
<p>Un mostro basato sull’amicizia <em>(con la A minuscola!!!)</em>, che in pochi mesi ha fagocitato i navigatori Internet di decine di altri social network, che oggi ne pagano amare conseguenze: primo fra tutti MySpace.</p>
<p>Ma conoscete le origini di Facebook?</p>
<p><span> </span></p>
<h3>Le origini “sociali”</h3>
<p>Facebook inizia la sua  “carriera” come <strong>progetto per </strong><em><strong>connettere</strong></em><strong> studenti  americani di college</strong> diversi. Il suo nome originale era <strong>Thefacebook. Il fondatore  è </strong>Mark Zuckerberg.<br />
L’evoluzione del <em>libro  delle facce (o libro faccia)</em> passa per un progetto di business ben  definito: catalogare biografie, immagini e curricula per conto di aziende.</p>
<p>Nel 2006 il prodotto inizia ad assumere una forma simile a  quella attuale, mantenendo però il target studentesco. E’ a metà <strong>dicembre 2006</strong> quando Facebook svolta verso la forma presente:<em> Facebook is a social utility  that connects you with the people around you.</em><br />
Il sito è pronto per partire con un nuovo progetto: <strong><em>(wide) </em>social network</strong>, rete sociale senza confini. Se desiderate leggere  l’evoluzione del mostro 2.0 potete leggervi la <a href="http://blog.merlinox.com/storia-facebook/">storia di Facebook</a> o <a href="http://web.archive.org/web/*/http:/www.facebook.com">sfogliarne le  versioni</a> nel tempo.<br />
Come funziona oggi sono certo che lo sapete benissimo. E sono certo che molti di voi sanno pure come superare le barriere degli amministratori di rete delle varie aziende accedendo tramite il <em>mobile site</em> oppure usando uno dei tanti <a href="http://blog.merlinox.com/facebook-proxy-anonimo/">Facebook proxy</a> online.</p>
<h3>Come mutano le abitudini</h3>
<p>La bomba Facebook, in  Italia, inizia nell’agosto/settembre 2008 passando da una media di 50-100.000 (10-20 milioni, dato mondiale)<em> </em> visitatori unici al giorno ai 600.000 (38 milioni in tutto il mondo) di ottobre 2008; da 1 milione (40 milioni d.m.) di novembre fino a  spiccare <strong>all’apice storico di dicembre,  con 1,4 milioni al giorno</strong> (45 milioni  d.m.).</p>
<p>Chiamarlo fenomeno forse è riduttivo, specie in Italia.<br />
Infatti, mentre a livello mondiale la crescita è costante durante tutto il periodo 2007-2009, in Italia è una bomba impazzita che coinvolge Web, uffici, addetti ai lavori, novizi del Web, ma soprattutto i <strong>media tradizionali</strong>.<br />
Al primo campanello di allarme televisione, radio e carta stampata tutta non hanno una velina su cui non ci sia scritto Facebook.</p>
<p>La domanda nasce spontanea: <strong>fenomeno  di <em>advertising </em>gestito perfettamente o sbalordimento dei media</strong>? E il povero MySpace secondo voi cosa ne pensa? Date una occhiata ai grafici e potreste intravedere i segnali di una grossa crisi: o forse è già tardi?<br />
Il coinvolgimento globale ha causato molti cambiamenti nelle  abitudini degli utenti. La <strong>messaggistica  in tempo reale e in differita</strong> oggi passa per Facebook. L’abitudine di comunicare al mondo cosa si sta facendo passa dall’oligarchia della blogosfera con Twitter, all’uso comune, non perdendo occasione di dire a tutti gli amici cosa si sta facendo tramite il <strong>Facebook  State</strong>.</p>
<p>Lancio un’altra piccola provocazione, che non posso provare.  Nel grafico (clicca <a href="http://picasaweb.google.it/lh/photo/eLySxjEGoPgtQxXmzPmBjA?feat=embedwebsite">QUI</a> per visualizzarlo) ho inserito la comparazione degli andamenti di <strong>Facebook e Flickr</strong>: secondo voi quelle flessioni negative di Flickr a cosa sono dovute? Io una mezza idea ce l’ho… la versione 2 di FB ha un gestore delle foto fantastico, senza contare la magica possibilità di <strong>contrassegnare le persone con i profili</strong> <em>(tagging)</em>: geniale.<br />
Per non parlare poi dei gruppi, di ogni tipo, genere e virtù. Ai quali si affiancano le applicazioni, veri e propri cavalli di troia per raccogliere informazioni.<br />
Ah… non lo sapevate? Mò vi spiego una cosa… quando accettate l’invito per partecipare a un&#8217;applicazione su Facebook, con il vostro consenso <strong>accettate che  l’autore di tale applicazione abbia accesso completo al vostro profilo</strong>, numeri di telefono inclusi.</p>
<p>Ma non è tutto quello che Facebook non dice. Provate ad accedere al sito mobile anche dal vostro normale browser (<a href="http://m.facebook.com/">http://m.facebook.com</a>). Tra i link trovate <strong>“rubrica telefonica”</strong> e <em>puff..</em>. i numeri di cellulare di tutti i vostri amici che l’hanno inserito: se non l’avete capito e avete il vostro numero su FB sappiate che sarà in centinaia di liste, che lo vogliate o no!<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>Vuoi diventare mio  amico? Beh, magari pensaci bene.</strong> Sia prima di accettare, sia quando decidi di mettere le tue informazioni più delicate alla mercé del mondo intero… o si dice degli amici???</p>
<p>Quando avete un attimo date una letta all’articolo del  grande Massimo Mantellini su Punto Informatico:<br />
<em>[…] il social network di moda  del momento del quale evidentemente quasi nessuno legge le pagine del <a href="http://it-it.facebook.com/terms.php" target="_blank">contratto</a> scritte nell’usuale &#8220;corpo 8&#8243;. Se ci prendessimo la briga di farlo scopriremmo che, nel momento in cui iscrivendoci ne accettiamo le condizioni d’uso, Facebook diviene proprietario e giudice di tutto ciò che scriviamo, delle foto che pubblichiamo, che si riserva il diritto di cambiare le condizioni contrattuali senza darcene notizia, che può cancellarci l’account senza darne spiegazione, che non ci fornisce alcuna garanzia sui software che rende disponibili e che rimanda invece all’utente per qualsiasi questione legale causata […] (via <a href="http://punto-informatico.it/2500060/PI/Commenti/contrappunti-proprieta-facebook.aspx">Punto  Informatico</a>)</em></p>
<p>E ricordati che se vuoi <strong>cancellarti  da Facebook</strong> puoi farlo in un attimo. Ma cancellare per sempre i tuoi dati  non è proprio così facile. Vuoi sapere come farlo? Ecco qualche <a href="http://www.bloggeritaliani.it/mrx/bi/index.cfm?cx=004839070071172393981%3Ag9n8hmub4ai&amp;cof=FORID%3A11&amp;sa=Cerca?q=cancellarsi+da+facebook#1029">consiglio  di esperti</a>.</p>
<h3>Un successo previsto</h3>
<p>Prima avevo cercato di introdurvi la pulce nell’orecchio in merito alla genuinità della crescita di Facebook. Successo puramente meritocratico o una campagna di marketing <em>(viral,  ninja, media, ‘zine…)</em> di dimensioni colossali?<br />
Faccio solamente un piccolo appunto, specie per i non addetti ai lavori, per quelli che non hanno mai avuto modo di gestire un server Web. Una crescita simile di utenti “non prevista” potrebbe <strong>fare crollare qualsiasi hosting del mondo</strong>.<br />
In poco più di quattro mesi sono passati da meno di 10  milioni di visitatori a oltre 45 milioni (+450%).  Ma non è tutto. Le stesse abitudini dei naviganti sono cambiate. Il  quadruplicarsi dei registrati comporta una <strong>crescita  esponenziale nelle relazioni</strong> e conseguentemente nel traffico di foto, messaggi, poke e sfide a qualsiasi applicazione i programmatori abbiano dato vita. Ho reso l’idea? Altrimenti vi faccio fare qualche esempio numerico da quel genio di <a href="http://www.etechs.it/">K76</a>, che con i server Web  ormai ha rapporti genetici.</p>
<p>Io propongo il <strong>Nobel  per il marketing</strong>: tutto ciò che è oggi presente in Facebook non è una novità. FB è composto da strumenti che nel Web esistevano da tempo, ma che venivano usati da una piccolissima fetta di utilizzatori. Il merito dello Zuckerberg Project attuale è proprio  questo: aver raccolto in <strong>un ambiente perfettamente  usabile</strong> gli strumenti di relazione che già erano patrimonio di una cerchia  di “eletti 2.0”.</p>
<h3>Cosa ne pensa la gente</h3>
<p>Lavorando nel Web da molto tempo purtroppo ho perso molta sensibilità nell’analizzare gli strumenti presenti online. Il mio occhio è troppo critico: si sofferma su cose che gli utilizzatori tradizionali magari non vedono e non vede ciò che i <em>niubbi</em> apprezzano maggiormente.<br />
Ho quindi cercato di sfruttare un po’ di amici di varia natura  sottomettendoli a due banali domande:</p>
<p>1) Cosa è per te Facebook?<br />
2) Cosa manca a Facebook per diventare perfetto?</p>
<p>Vi sottopongo le risposte più interessanti e simpatiche: ci  sono delle <strong>vere chicche</strong>.</p>
<h4>Cos’è per te Facebook?</h4>
<p>1) Un <em>trastullo</em> che ti tiene compagnia al lavoro <img src="http://blog.merlinox.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif" alt=";)" /><br />
2) E’ un immenso mosaico costituito dalla nostra rete di  tessere colorate.<br />
3) La versione web delle <em>ciacole</em> da parrucchiera o da <em>mercato  del martedì.</em><br />
4) Lo vedono come chat…altro che Web 3.0, Web 1/2 forse.  Il <em>digital divide</em> comunque ha una  grossa parte di colpa di questo.<br />
5) La <em>macchinetta  del caffè</em> di Internet, dove si ca**eggia qualche minuto tra un lavoro e  l’altro.<br />
6) Un luogo virtuale <em>sempre  più reale</em>,  ma anche un posto dove  perdere molto tempo.<br />
7) Un modo simpatico per rimanere in contatto con i tuoi amici.<br />
 <img src='http://www.superflashblog.it/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> Una gran <em>perdita  di tempo</em> e un’opportunità.<br />
9) Un contenitore dove per la legge dei grandi numeri,  riesco a trovare tanti vecchi amici <img src="http://blog.merlinox.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif" alt=":)" /><br />
10) Un ottimo strumento per fare <em>self marketing</em>.<br />
11) Un diversivo serale… una <em>droga</em>.<br />
12) Una <em>piazza  virtuale</em> dove ognuno può sparare ca**ate e postare foto con il risultato  che la privacy va a farsi benedire.<br />
13) Lo strumento perfetto per <em>farsi i ca**i degli altri</em>, cosa che altrimenti non ti verrebbe  manco in mente di fare.<br />
14) E’ <em>un’arma  potente</em>, che permette di creare gruppi sia per cause buone che per scopi  malevoli, perché c’é poco controllo ancora.</p>
<h4>Cosa manca a Facebook per diventare perfetto?</h4>
<p>1) I  feed <em>(rss)</em>.<br />
2) Una migliore gestione dei tag, una migliore gestione  dei commenti (che ogni tanto spariscono e non si capisce perché)<br />
3) La possibilità di sapere chi viene a sbirciare il tuo  profilo ;D<br />
4) Facebook è solo marketing! <img src="http://blog.merlinox.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif" alt=";)" /><br />
5) Praticamente un sito che ingloba TUTTI i servizi digitali degli utenti, cioè ti fa vedere lo stato di tutti i tuoi account sparsi per la Rete, twitter, stumble, digg, ecc. ecc.<br />
6) Mi sembra già perfetto così…<br />
7) Se pagasse i suoi utenti mi iscriverei!<br />
 <img src='http://www.superflashblog.it/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> In realtà mi sembra già perfetto… altrimenti non mi  spiego il suo successo.<br />
9) Si dovrebbe essere sicuri che il Profilo corrisponda  alla persona: non la possibilità di inventarsi delle identità.<br />
10) Qualche operatore telefonico mobile fornisca qualche tariffa di connessione decente, così si potrebbero sfruttare tutte queste applicazioni web definite &#8220;social networking&#8221;.<br />
11) Manca una specie di pannello di controllo dove dire  cose di questo tipo: non voglio più iscrivermi ai gruppi.<br />
12) Una busta paga.</p>
<h3>E in ultima battuta…</h3>
<p>Vi chiedo scusa per essermi dilungato così tanto. Chiedo venia a chi si fosse annoiato non trovando fino alla fine informazioni interessanti. A chi invece si fosse divertito non faccio che inchinarmi nel ringraziamento.<br />
Lascio però alcuni piccoli spunti di riflessione:</p>
<p>1) Dopo la <strong>crisi  degli ultimi mesi</strong> Facebook sta lentamente ricrescendo. Ma quanto durerà? Sono sempre di più i vecchi utenti che ormai sono esausti del giochino vecchio e si cancellano, e sempre di più le regole in mano agli amministratori di rete per bloccare gli accessi dagli uffici.<br />
2) Quale sarà la reazione di <strong>MySpace</strong>? Cederà le armi o si scatenerà in innovative soluzioni  tecniche o di marketing?<br />
3) Il colosso <strong>Google</strong> farà qualche mossa per contrastare tutto ciò, ma soprattutto per contrastare l’evoluzione di uno strumento di Advertising quasi 1-to-1, in grado di targettizzare le pubblicità non soltanto per zona geografica ma per tutti i dati che il profilo dei registrati mette a disposizione. O farà morire anche Orkut, mai realmente decollato?<br />
4) E mamma Microsoft avrà subito un calo di utilizzo del  suo mega contenitore chat <strong>Live Messenger</strong>, visto che milioni di utenti ogni giorni si lasciano messaggi e chattano direttamente dentro a Facebook, il grande integratore2.0?</p>
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